Oculus ritorna in aula per la nuova ingiunzione

Nel mese di febbraio, ZeniMax aveva depositato una nuova ingiunzione per bloccare le vendite mondiali di tutti quei prodotti che sfruttano un software Oculus, includendo quindi sia il Rift che il Samsung Gear VR. La causa in questione, come molti di voi sapranno, è solamente il risultato inevitabile del  verdetto del primo processo, che ha visto ZeniMax ottenere un risarcimento di oltre $500 milioni. Una cifra (e una decisione della giuria) che, evidentemente, non hanno soddisfatto l’azienda, la quale ora sta cercando di ottenere risultati migliori dal punto di vista legale. Stando a quanto è stato riportato da Bloomberg, la prima udienza del nuovo processo si è tenuta martedì scorso e i legali di Oculus hanno cercato di evitare il blocco delle vendite, tuttavia finora non c’è stata ancora una sentenza definitiva. Oculus, in questa circostanza, ha sostenuto che l’ingiunzione non favorisce nessuno se non ZeniMax, la quale vuole sfruttare il verdetto come leva per provare a trarre da loro un ulteriore profitto.

Stando alle tesi della compagnia partner di Facebook, questa situazione genererebbe un immenso profitto per l’azienda rivale, distraendo il pubblico dal divertimento garantito dagli straordinari prodotti di Oculus. Gli avvocati hanno fatto notare che la richiesta di riscrivere il codice alla base della loro tecnologia sarebbe costosa. lunga e gravosa. Infatti, richiederebbe l’assunzione di una serie di ingegneri per attuare una miriade di cambiamenti al codice, lavorando quindi su una quantità di dati che risulterebbe di gran lunga superiore rispetto ai frammenti di software presentati nel corso della prima causaZeniMax dal canto suo ha spinto sull’iniziale richiesta di un miliardo di dollari come risarcimento per i danni subiti. Il giudice distrettuale americano, Ed Kinkeade, ha invitato i legali di entrambe le parti in causa a raggiungere un accordo, concludendo l’udienza senza esprimere un verdetto definitivo. La questione sembra essere, dunque, sul filo del rasoio, con le due compagnie che dovranno trovare prima o poi un accordo sull’intera vicenda.